Per me fotografare significa prelevare campioni del mondo reale e metabolizzarli, come sostanza necessaria e nutriente per la memoria […].
Gabriele Basilico, Architetture, città, visoni. Riflessioni sulla fotografia, Andrea Lissoni, (a cura di), Mondadori, Milano, 2007, p. 119
[…] l’uomo conserva memoria di sé anche negli archivi, che continuano ad essere quello che sono sempre stati, a partire dalle tavolette mesopotamiche: il frutto e il riflesso dell’attività degli uomini.
Maria Barbara Bertini, Che cos’è un archivio, Carocci editore, Roma, 2008, p. 7
[…] la rilegatura, ovvero l’arte o la tecnica di rendere più comodo l’utilizzo, più durevole la conservazione e più gradevole la presentazione [dei fogli o di oggetti di varia natura], facendo raggiungere in molte occcazioni il livello di vera e propria opera d’arte.
Josep Cambras, La rilegatura, Il Castello, Milano, 2005, p. 10
GIANCARLO VOLPI
Giancarlo Volpi nasce nel 1997 a Chieri, in provincia di Torino. Nel 2024 consegue la Laurea Magistrale in Architettura presso il Politecnico di Torino, intrecciando fin dagli anni della formazione universitaria lo sguardo progettuale con quello fotografico.
Da oltre dieci anni porta avanti progetti fotografici a medio-lungo termine, sviluppati con un approccio di ricerca e continuità. Uno di questi è stato esposto nel prestigioso Castello Falletti di Barolo, consolidando un percorso che unisce indagine territoriale, memoria e costruzione narrativa dell’immagine.
Dal 2020 si dedica al recupero di un importante archivio fotografico a Bra (CN), composto da circa 30.000 fotografie, in gran parte su lastre di vetro. Un lavoro paziente e meticoloso, che non è soltanto conservazione, ma anche riscoperta e restituzione di una memoria visiva collettiva.
Parallelamente alla ricerca artistica, collabora al progetto Pistaaa – La Blue Way Piemontese, contribuendo alla progettazione di una rete di strade ciclopedonali dedicate al cicloturismo, in un dialogo costante tra territorio, mobilità lenta e visione culturale del paesaggio.
Accanto alla fotografia e all’architettura, coltiva con grande passione l’arte della legatura, realizzando a mano libri e scatole: un gesto artigianale che riflette la stessa attenzione per la materia, il tempo e la cura che attraversa tutto il suo lavoro.
Il suo rapporto con la fotografia nasce dall’incontro tra progetto e memoria, tra spazio costruito e spazio vissuto. Il suo sguardo si concentra sul paesaggio e sulle tracce che il tempo deposita nei luoghi e negli archivi, trasformando l’immagine in strumento di ricerca e di restituzione. Lavorare sulle lastre di vetro, sui fondi fotografici e sui processi lenti significa per lui abitare la fotografia come esperienza concreta, fatta di materia, luce e responsabilità verso ciò che si conserva e si tramanda.
(biografia scritta dalla dott.ssa Lidia Giusto)
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tel: +39 3466442899
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